COMUNE DI CAPRESE MICHELANGELO
Provincia di Arezzo



REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DELLA TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI


INDICE

Articolo 1 - Istituzione della tassa
Articolo 2 - Oggetto del regolamento
Articolo 3 - Definizione dei rifiuti solidi urbani interni
Articolo 4 - Soggetti passivi della tassa
Articolo 5 - Presupposti della tassa
Articolo 6 - Esclusioni della tassa
Articolo 7 - Attivita' economiche
Articolo 8 - Commisurazione della tassa
Articolo 9 - Applicazione della tassa in funzione dello svolgimento del servizio
Articolo 10 - Classificazioni di locali ed aree
Articolo 11 - Riduzioni per particolari condizioni
Articolo 12 - Agevolazioni
Articolo 13 - Tassa giornaliera di smaltimento
Articolo 14 - Denunce
Articolo 15 - Decorrenza della tassa
Articolo 16 - Mezzi di controllo
Articolo 17 - Accertamento della tassa
Articolo 18 - Ricorsi
Articolo 19 - Rimborsi
Articolo 20 - Sanzioni
Articolo 21 - Determinazione della tariffa
Articolo 22 - Funzionario responsabile
Articolo 23 - Collegamento uffici comunali
Articolo 24 - Norme di rinvio
Articolo 25 - Entrata in vigore




REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DELLA TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI


Articolo 1
Istituzione della tassa


1. Per il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, individuati dall'Art. 2, III comma, del D.P.R. 10/09/1982 N° 915, ed
equiparati, ai sensi dell'art. 60 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507 e' istituita, nel Comune di CAPRESE MICHELANGELO, una tassa annuale da
applicare in base a tariffa come previsto dall'art. 58 e segg. del D. L.vo 15/11/1993 n° 507 e successive modifiche ed integrazioni.

Articolo 2
Oggetto del regolamento

1. Con il presente regolamento, adottato ai sensi dall'art. 68 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, viene disciplinata l'applicazione della tassa per il servizio
relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, nelle varie fasi di conferimento, raccolta, trasporto, trattamento e stoccaggio definitivo.

Articolo 3
Definizione dei Rifiuti Solidi Urbani Interni

1. Per rifiuti solidi urbani interni si intendono i rifiuti urbani individuati dall'Art. 2, III comma, punti 1) e 2) del D.P.R. 10/09/1982 N° 915, mentre i
rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani sono quelli indicati dall'art. 39 comma I della Legge 22/02/1994 n° 146.

Articolo 4
Soggetti passivi della tassa

1. La tassa e' dovuta da coloro che occupano o detengono a qualsiasi titolo, reale od obbligatorio, locali ovvero aree scoperte costituenti presupposto
per l'applicazione della tassa secondo il successivo art. 5. In ordine al principio di solidarietà' sancito dall'Art. 63 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, resta
inteso che detto vincolo opera in ogni fase del procedimento tributario, sia quello dell'accertamento, della riscossione che del contenzioso.
2. In particolare:
Per le abitazioni la tassa e' accertata nei confronti del capo famiglia, rimanendo tuttavia, obbligati solidalmente al pagamento tutti i componenti del
nucleo famigliare.
Per gli esercizi pubblici ed i centri commerciali integrati, la tassa e' accertata nei confronti dei titolari ovvero dei gestori, nel caso di locazione, con
vincolo di solidarieta' tra coloro che usano in comune i locali di cui trattasi.
Per gli enti, societa' ed associazioni aventi personalita' giuridica, la tassa e' accertata nei confronti dei loro legali rappresentanti o amministratori,
tenuti al pagamento con vincolo di solidarietà.
Per i comitati e le associazioni non riconosciute legalmente, l'accertamento della tassa è effettuato nei confronti dei soggetti che li rappresentano,
presiedono o dirigono, con vincolo di solidarietà.

Articolo 5
Presupposti della tassa

1. La tassa è dovuta per l'occupazione e detenzione a qualsiasi titolo, reale ed obbligatorio, di locali nonché delle aree scoperte a qualunque uso
adibite, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazione diverse dalle aree a verde, posti nelle zone del territorio
comunale ove è istituito ed attivato il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, compreso gli insediamenti sparsi.
2. In particolare, sono soggetti alla tassa:

Tutti i vani interni all'ingresso delle abitazioni tanto se principali (camere, sale, cucine, ecc.) quanto se accessori (anticamere, ripostigli, ecc.),
nonchè le dipendenze, anche se separate dal corpo principale del fabbricato ( rimesse, autorimesse, magazzini, ecc.), comprese le pertinenze che
servono al suo migliore uso ( scale, ecc.), escluso le pertinenze scoperte ad eccezione delle aree a verde;
Tutti i vani, principali ed accessori, adibiti a studi professionali di qualunque specie, ad uffici commerciali, industriali, e simili, ad istituti di credito e
di assicurazione, ad uffici di servizi pubblici esercitati da privati, a studi fotografici, agenzie di affari;
Tutti i vani adibiti a negozi, edicole, chioschi ed a botteghe artigiane, nonché' quelli destinati a servizi di igiene della persona e domestici (alberghi
diurni, istituti d'igiene e di bellezza, barbieri, manicure, parrucchieri, pedicure, lavanderie, stirerie, tintorie e servizi similari).
Tutti i vani principali ed accessori adibiti all'esercizio di albergo, pensione, affittacamere, casa di cura, attività agrituristiche, ecc.
Tutti i vani principali ed accessori adibiti all'esercizio di ristoranti, di pizzerie, di locande, di bar, di pasticcerie, di gelaterie e simili.
Tutti i vani principali ed accessori, destinati a teatri, cinematografi, circoli di ritrovo, sale da ballo e locali di divertimento in genere.
Tutti i vani principali ed accessori destinati all'esercizio di attività di educazione, di istruzione, anche se sportiva, ad attività sindacali e politiche.
Tutti i vani principali ed accessori destinati a stabilimenti industriali ed a laboratori artigiani, a magazzini, a depositi, ad autorimesse, con
esclusione dei locali in cui per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi, al cui
smaltimento è tenuto il produttore medesimo.
Tutti i vani principali ed accessori dei pubblici edifici, degli istituti di ricovero e di religione, degli ospizi, delle caserme, nonchè i locali degli istituti
aventi scopi di assistenza o svolgenti attività umanitarie.
Tutti gli altri vani esistenti in qualunque tipo di costruzione stabilmente affissa al suolo, qualunque ne sia la destinazione o l'uso, comprese le aree
coperte, i capannoni, le tettoie e simili.
Tutte le aree adibite a Campeggi, a sale da ballo all'aperto, a distributori di carburante, nonchè qualsiasi altra area scoperta per la parte eccedente
i 200 metri quadrati, (parchi, giardini, ecc.) salve le riduzioni di superfici previste dalla legge.

Articolo 6
Esclusioni dalla tassa

1. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti sia per la loro natura sia per il particolare uso cui sono stabilmente
destinati o perche' risultino obiettive condizioni di non utilizzabilita' nel corso dell'anno. Tali circostanze debbono formare oggetto di denuncia
originaria o di variazione e debitamente riscontrate e rilevabili dal Comune in base ad elementi obiettivi o ad idonea documentazione.
2. Presentano tali caratteristiche:
Le aree ed i locali utilizzati esclusivamente a fini agricoli, con esclusione delle abitazioni e delle autorimesse non legate all'attività agricola;
Le aree scoperte (Parchi, Giardini, ecc.) con superficie inferiore a 200 metri quadrati;
Le aree ed i locali destinati esclusivamente ad attivita' sportiva, limitatamente alle parti il cui accesso e la cui utilizzazione sono riservati ai
praticanti di tali discipline. Vi rientrano invece i locali riservati agli spettatori e le altri parti destinate alla presenza di persone inserite nei complessi
sportivi;
Gli edifici destinati ed aperti al culto, con esclusione degli eventuali locali annessi ad uso abitazione;
gli stabili ed uffici comunali, con esclusione dei locali scolastici;
Centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici, quali cabine elettriche, vani ascensori, celle frigorifero, locali di essiccazione e
stagionatura (senza lavorazioni), silos e simili, ove non si abbia di regola presenza umana;
Soffitte, ripostigli, stenditoi, lavanderie, legnaie e simili, limitatamente alla parte del locale con altezza inferiore o uguale a m. 1,50 nel quale non sia
possibile la permanenza;
parti comuni del condominio di cui all'Art. 1117 de Codice Civile;
Unita' immobiliare prive di mobili e suppellettili e di utenze (acqua, gas, luce);
Fabbricati danneggiati, non agibili, in ristrutturazione purche' tale circostanza sia confermata da idonea documentazione.
Superfici o parti di esse ove per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi allo
smaltimento dei quali sono tenuti a provvedervi i produttori stessi in base alle norme vigenti (art. 62 comma 3 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507).
I locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni in regime di privativa comunale
per effetto di leggi, regolamenti, ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi
di Stato esteri ( art. 62 comma 5 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507).

Articolo 7
Attivita' economiche

1. Fino alla data di entrata in vigore della normativa di riordino della materia, i rifiuti di cui all'articolo 39, comma i, della legge 22/02/1994, n° 146,
provenienti da attività svolte su una superficie operativa complessiva non superiore a 200 metri quadrati, continuano ad essere assimilati ai rifiuti
urbani ai fini del conferimento al servizio pubblico e dell'applicazione della relativa tassa.
2. Per le superfici superiori a 200 metri quadrati, gli operatori economici non sono tenuti al conferimento al servizio pubblico ed alla corresponsione
della relativa tassa, a condizione che presentino annualmente al Comune, nei termini ordinari, apposita dichiarazione resa ai sensi della legge 4
Gennaio 1968, n° 15, attestante che i rifiuti stessi vengono smaltiti a proprie spese ai sensi della normativa vigente. Ferme le sanzioni previste dall'art.
26 della Legge 4 Gennaio 1968, n° 15, in caso di accertato illegittimo conferimento al servizio pubblico si applicano le sanzioni di cui all'articolo 76 del
D. L.vo n° 507 del 15/11/1993, oltre al pagamento della tassa dovuta.
3. Per l'anno 1995, le denuncie relativa alle superfici di cui ai commi precedenti e le relative dichiarazioni, devono essere presentate entro il 15
Ottobre 1995.

Articolo 8
Commisurazione della tassa

4. La tassa, a norma del I° comma dell'art. 65 del D. L.vo 507/1993, è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie, per unità di superficie
imponibile, dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati producibili nei locali ed aree per il tipo di uso cui i medesimi sono destinati nonchè il costo dello
smaltimento.
5. La superficie tassabile è misurata sul filo interno dei muri o sul perimetro interno delle aree scoperte. Le frazioni di superficie complessiva
risultanti inferiori a mezzo metro quadrato si trascurano, quelle superiori si arrotondano ad un metro quadrato.
6. Nelle unita' immobiliari adibite a civile abitazione in cui sia svolta anche un'attivita' economica o professionale, la tassa è dovuta in base alla
tariffa prevista per la specifica attivita' ed è commisurata alla superficie utilizzata.

Articolo 9
Applicazione della tassa in funzione dello svolgimento del servizio

1. La tassa è dovuta per intero nelle zone in cui il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati è svolto in regime di
privativa. La tassa è comunque applicata per intero ancorchè si tratti di zona non rientrante in quella perimetrata quando, di fatto, detto servizio è
attuato.
2. Fermo restando che gli occupanti o detentori degli insediamenti comunque situati fuori dell'area di raccolta sono tenuti a conferire i rifiuti urbani
interni ed assimilati nei contenitori vicini, in tale zona la tassa è dovuta:
a) in misura pari al 100 % della tariffa, se la distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita non
supera 400 metri;
b) in misura pari al 40% della tariffa per distanze superiori ai 400 metri.

Articolo 10
Classificazioni di locali ed aree

1. Ai sensi e per gli effetti dell'Art. 68, comma II del D. L.vo 15/11/1993, n° 507, i locali e le aree soggette alla tassa si suddividono nelle seguenti
categorie e sottocategorie:

Categoria a):

I - Locali ed aree adibite a musei, archivi, biblioteche, attività di istituzioni culturali, politiche, religiose, sale teatrali e cinematografiche, scuole
private, palestre, autonomi depositi di stoccaggio e depositi di macchine e materiali militari, caserme, ambulatori pubblici, locali degli istituti
aventi scopi di assistenza pubblica nonche' locali degli istituti o associazioni del volontariato che svolgono attivita' umanitarie;

Categoria b):

I - Complessi commerciali all'ingrosso o con superfici espositive, distributori carburanti, nonchè aree ricreativo-turistiche quali campeggi,
stabilimenti balneari ed analoghi complessi attrezzati;

Categoria c):

I - Locali ed aree ad uso abitativo per nuclei familiari, collettivita e convivenze, locande, collegi, convitti, istituti assistenziali e case di riposo e di
cura, complessi agrituristici, ecc.
II - Locali ed aree di esercizi alberghieri, pensioni, sale convegni;

Categoria d):

I - locali adibiti ad attivita' terziarie e direzionali diverse da quelle della lettera b), e) ed f), Uffici commerciali, agenzie di affari, immobiliari, studi
professionali di qualunque specie, uffici di servizi pubblici esercitati da privati od associazioni sindacali e di categoria, ambulatori medici privati,
studi dentistici, laboratori di analisi, barbieri, parrucchieri, manicure, pedicure, lavanderie, stirerie, tintorie, ecc.;
II - Locali adibiti ad uffici artigianali ed industriali e relativi servizi per il personale (w.c., spogliatoi, mense, sale riunioni, ecc.);
III - Locali adibiti ad istituti di credito, sedi e succursali di banca, di societ' industruali e commerciali di assicurazione e di esattoria;

Categoria e):

I - Locali ed aree ad uso di produzione artigianale o industriale, botteghe artigiane, ecc., ferma restando l'intassabilità delle superfici di lavorazione
industriale e di quelle produttive di rifiuti non dichiarati assimilabili agli urbani;
II - Locali di commercio al dettaglio di beni non deperibili, negozi in genere di merceria, abbigliamento, elettrodomestici, edicole, ecc.;

Categoria f):

I - Locali ed aree adibite a pubblici esercizi o esercizi di vendita al dettaglio di beni alimentari o deperibili, circoli sportivi e ricreativi, bar, negozi di
generi alimentari, pescherie, negozi di frutta e verdura, macellerie, ecc., fermo restando l'intassabilita' delle superfici produttive di rifiuti non
dichiarati assimilabili agli urbani.
II - Locali ed aree adibite a ristoranti, pizzerie, trattorie;

Articolo 11
Riduzioni per particolari condizioni d'uso

1. In applicazione dell'art. 66 commi 1, 2, 3 e 4 del D. L.vo 15/11/1993 n. 507 la riduzione della tariffa unitaria per le ipotesi ivi previste, viene
applicata nelle seguenti misure:

a) Le aree scoperte adibite a verde sono soggette a tassazione per la parte eccedente i 200 metri quadrati. Tale parte e' da computare nei limiti del
25 %;
b) Le aree scoperte a qualsiasi uso adibite indicate nell'art. 62, ad eccezione di quelle di cui al precedente punto a), sono computate nel limite del 50
%;
c) per abitazioni con unico occupante: 30 %;
d) per abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o discontinuo o limitato ai sensi dell'art. 66 comma 3 lettera b) D. L.vo 15/11/1993 n. 507
: 0 %;
e) per locali e aree scoperte, diversi dalle abitazioni, utilizzati stagionalmente ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai
competenti organi per l'esercizio dell'attivita': 30 %;
f) per gli utenti che,versando nelle circostanze di cui alla precedente lettera d) risiedono o abbiano dimora,per piu' di sei mesi all'anno, in localita'
fuori del territorio nazionale: 10 %
g) per gli agricoltori che occupano la parte abitativa della costruzione rurale: 0 %;

2. Le riduzioni di cui al presente articolo, saranno concesse a domanda degli interessati, debitamente documentata e previo accertamento
dell'effettiva sussistenza di tutte le condizioni suddette.

Articolo 12
Agevolazioni

1. In attuazione dell'Art. 67 del D. L.vo 15/11/1993 n. 507 sono consentite le seguenti agevolazioni nei confronti dei contribuenti a fronte di riduzioni
per interventi tecnici comportanti una minore produzione dei rifiuti.
2. Per le attivita' produttive, commerciali e di servizi di cui al comma 2 dell' Art. 67 del D. L.vo 15/11/1993 n. 507 sono previste le seguenti
percentuali di riduzione della tariffa di applicazione:

a) riduzione del 10 % sulla tariffa base per i soggetti che dimostrino di aver sostenuto spese per interventi tecnico-organizzativi che abbiano
determinato una accertata minore produzione dei rifiuti, di cui all'articolo 3 del presente Regolamento, oppure un pretrattamento volumetrico
selettivo o qualitativo che agevoli lo smaltimento o il recupero da parte del gestore del pubblico servizio;
b) riduzione del 10 % sulla tariffa base per i soggetti che producono residui avviati al riutilizzo e individuati da atti normativi statali o regionali.

3. Onde ottenere tale riduzione gli utenti devono presentare una domanda diretta all'Amministrazione comunale corredata dalla seguente
documentazione:

Relazione descrittiva degli interventi tecnico organizzativi, applicati per ottenere una minore produzione dei rifiuti o un pretrattamento
volumetrico;
idonea documentazione contrattuale con cui il contribuente possa dimostrare l'effettiva destinazione al riutilizzo dei residui derivanti dalla sua
attivita'.

Articolo 13
Tassa giornaliera di smaltimento

1. In attuazione dell'art.77 comma I del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, è istituita la tassa giornaliera per lo smaltimento dei rifiuti. Sono soggetti al
pagamento della tassa predetta gli utenti che occupano o detengono temporaneamente, con o senza autorizzazione, locali o aree pubbliche, di uso
pubblico, o aree gravate da servitù di pubblico passaggio.
2. E' temporaneo l'uso inferiore a 183 giorni di un anno solare, anche se ricorrente.
La misura tariffaria è determinata in base alla tariffa, rapportata a giorno, della tassa annuale di smaltimento dei rifiuti solidi attribuita alla
categoria contenente voci corrispondenti di uso, maggiorata dell'importo percentuale del 50%.
3. L'obbligo della denuncia dell'uso temporaneo è assolto a seguito del pagamento della tassa da effettuare, contestualmente alla tassa di
occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche, all'atto dell'occupazione con il modulo di versamento di cui all'art. 50 del D. L.vo 15/11/1993 n°
507 o. in mancanza di autorizzazione, mediante versamento diretto senza la compilazione del suddetto modulo.

Articolo 14
Denuncie

1. I soggetti che occupano o detengono i locali o le aree scoperte devono, ai sensi dell'Art. 70 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, presentare al Comune
entro il 20 Gennaio successivo all'inizio dell'occupazione o detenzione, denuncia unica dei locali ed aree tassabili siti nel territorio del Comune. La
denuncia ha valore anche per gli anni successivi, qualora le condizioni di tassabilita' rimangono invariate.
2. Entro lo stesso termine del 20 Gennaio devono essere denunciate le modifiche apportate ai locali ed alle aree servite e le variazioni dell'uso dei
locali e delle aree stesse.
3. In sede di prima applicazione della nuova disciplina, le denuncie integrative o modificative, anche di quelle già prodotte in base al precedente
ordinamento del tributo, devono essere presentate entro il 30 Settembre 1995.
4. La denuncia, debitamente sottoscritta, va presentata sugli appositi moduli forniti gratuitamente dall'Amministrazione Comunale e deve contenere:

a) Cognome, nome, codice fiscale, luogo e data di nascita, residenza e preciso recapito dell'utente;
b) Cognome, nome, codice fiscale, luogo e data di nascita, residenza e preciso recapito delle persone fisiche componenti il nucleo familiare o la
convivenza;
c) Per gli enti, istituti, associazioni, società ed altre organizzazioni devono essere indicati la denominazione, la sede sociale e gli elementi
identificativi dei rappresentanti legali;
d) L'ubicazione e la superficie dei singoli locali e delle aree soggette a tassa e l'uso cui sono destinati;
e) La data di inizio della conduzione e occupazione dei locali e delle aree;
f) La provenienza;
g) La data in cui viene presentata la denuncia;

5. L'ufficio comunale rilascia ricevuta della denuncia che, nel caso di spedizione, si considera presentata nel giorno indicato dal timbro postale.

Articolo 15
Decorrenza della tassa

1. La tassa ai sensi dell'Art. 64 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde
in'autonoma obbligazione tributaria.
2. L'obbligazione decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo quello in cui ha avuto inizio l'utenza.
3. La cessazione nel corso dell'anno della conduzione o occupazione dei locali e delle aree, purchè debitamente accertata a seguito di regolare
denuncia indirizzata al competente ufficio tributario comunale, da diritto all'abbuono solo a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a
quello in cui la denuncia viene presentata.
4. In caso di mancata presentazione della denuncia nel corso dell'anno di cessazione, il tributo non e' dovuto per le annualità successive se l'utente che
ha prodotto denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l'occupazioneo la detenzione dei locali ed aree ovvero se la tassa sia stata assolta
dall'utente subentrante a seguito di denuncia o in sede di recupero d'ufficio.

Articolo 16
Mezzi di controllo

1. Ai fini del controllo dei dati contenuti nelle denuncie o acquisiti in sede di accertamento d'ufficio tramite rilevazioni della misura e destinazione
delle superfici imponibili, effettuata anche in base alle convenzioni di cui all'Art. 71 comma 4, del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, l'ufficio comunale può
rivolgere al contribuente motivato invito ad esibire o trasmettere atti e documenti, comprese le planimetrie dei locali e delle aree scoperte ed a
rispondere a questionari relativi a dati e notizie specifici, da restituire debitamente sottoscritti.
2. In caso di mancato adempimento da parte del contribuente alle richieste di cui sopra, nel termine concesso, gli agenti di polizia urbana o i
dipendenti degli uffici comunali ovvero il personale incaricato della rilevazione della materia imponibile ai sensi dell'Art. 71 comma 4, del D. L.vo
15/11/1993 n° 507, muniti di autorizzazione del Sindaco e previo avviso da comunicare almeno 5 giorni prima della verifica, possono accedere agli
immobili soggetti alla tassa ai soli fini della rilevazione della destinazione e della misura delle superfici, salvi i casi di immunità o di segreto militare, in
cui l'accesso è sostituito da dichiarazione del responsabile del relativo organismo.

Articolo 17
Accertamento della tassa

1. In caso di denuncia infedele o incompleta, l'ufficio comunale provvede ad emettere, relativamente all'anno di presentazione della denuncia ed a
quello precedente per la parte di cui all'Art. 64, comma 2, del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, avviso di accertamento in rettifica, a pena di decadenza, entro
il 31 Dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della denuncia stessa. In caso di omessa denuncia, l'ufficio emette avviso di
accertamento, a pena di decadenza, entro il quarto anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata.
2. Gli avvisi di accertamento sono sottoscritti dal funzionario designato per l'organizzazione e la gestione del tributo di cui all'Art 74 del D. L.vo
15/11/1993 n° 507 e devono contenere gli elementi identificativi del contribuente, dei locali e delle aree e loro destinazione, dei periodi e degli imponibili
o maggiori imponibili accertati, della tariffa applicata e relativa delibera, nonchè la motivazione dell'eventuale diniego della riduzione o agevolazione
richiesta, l'indicazione della maggior somma dovuta distintamente per tributo, addizionali ed accessori, sopratassa ed altre penalità.
3. Gli avvisi di cui al comma 1. devono contenere altresì l'indicazione dell'organo presso cui può essere prodotto ricorso ed il relativo termine di
decadenza.

Articolo 18
Ricorsi

1. Avverso l'accertamento della tassa l'interessato può ricorrere, entro sessanta giorni dalla data di notifica dell'acertamento, alla Commissione
tributaria provinciale competente per territorio e contro la decisione di questa alla competente Commissione tributaria regionale di cui all'Art. 1 del D.
L.vo 31/12/1992, n° 545, sempre entro 60 giorni dalla data di notifica della decisione sul ricorso. Avverso la sentenza di quest' ultimo organo può
essere proposto ricorso per Cassazione (Art. 62 del D. L.vo 31/12/1992, n° 546) e per revocazione (Art. 64 successivo).

Articolo 19
Rimborsi

1. Nei casi di errore e di duplicazione ovvero di eccedenza del tributo iscritto a ruolo rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della commissione
tributaria provinciale o dal provvedimento di annullamento o di riforma dell'accertamento riconosciuto illegittimo, adottato dal Comune con l'adesione
del contribuente prima che intervenga la sentenza della Commissione tributaria provinciale, l'ufficio comunale dispone lo sgravio o il rimborso entro 90
giorni.
2. Lo sgravio o il rimborso del tributo iscritto a ruolo, riconosciuto non dovuto ai sensi dell'Art. 64, commi 3 e 4 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, è
disposto dall'ufficio comunale entro trenta giorni dalla ricezione della denuncia di cessazione o dalla denuncia tardiva di cui al comma 4 del medesimo
articolo, da presentare, a pena di decadenza, entro i sei mesi dalla notifica del ruolo in cui è iscritto il tributo.
3. In ogni altro caso, lo sgravio o il rimborso del tributo riconosciuto non dovuto è disposto dal Comune entro novanta giorni dalla domanda del
contribuente da presentare, a pena di decadenza, non oltre due anni dall'avvenuto pagamento.
4. Sulle somme da rimborsare è corrisposto l'interesse del 7 per cento semestrale a decorrere da semestre successivo a quello dell'eseguito
pagamento.

Articolo 20
Sanzioni

1. Per l'omessa o incompleta denuncia originaria o di variazione si applica la sopratassa pari al 50 per cento dell'ammontare dei tributi
complessivamente dovuti per gli anni cui si riferisce l' inflazione accertata. La sopratassa per l'omessa denuncia è ridotta al 5 ed al 20 per cento dei
tributi complessivamente dovuti qualora la denuncia sia presentata con ritardo rispettivamente inferiore e superiore al mese, prima dell'accertamento.
2. Per la denuncia originaria o di variazione risultata infedele per oltre un quarto della tassa dovuta, si applica una sopratassa del 50 per cento della
differenza tra quella dovuta e quella liquidata in base alla denuncia.
3. Per l'omessa, inesatta o tardiva indicazione dei dati richiesti in denuncia o con il questionario e per la mancata esibizione o trasmissione di atti o
documenti, si applica la pena pecuniaria da £. 50.000 a £. 150.000 da determinare in base alla gravità della violazione.
4. Per le violazioni che comportano l'obbligo del pagamento del tributo o del maggiore tributo, le sanzioni sono irrogate con l'avviso di accertamento
della tassa. Per le altre infrazioni il Comune provvede con separato atto da notificare entro il secondo anno successivo a quello della commessa
infrazione.
5. Sulle somme dovute a titolo di tributo, addizionale e sopratassa in conseguenza delle violazioni di cui al presente Articolo, si applicano gli interessi
per ritardata iscrizione a ruolo nella misura del 7 per cento semestrale a decorrere dal semestre successivo a quello in cui doveva essere eseguito il
pagamento fino alla data di consegna all'Intendente di Finanza dei ruoli nei quali è effettuata l'iscrizione delle somme predette.
6. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono ridotte del 30 per cento nel caso di definizione delle pendenze conseguenti alla notifica degli avvisi di
accertamento con l'adesione formale del contribuente, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, all'accertamento originario o riformato
dall'ufficio ai sensi dell'Art. 75 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507.

Articolo 21
Determinazione della Tariffa

1. Entro il 31 Ottobre di ogni anno, in concomitanza con la preparazione del bilancio di previsione dell'esercizio successivo, il Comune determina
l'ammontare della tariffa per la tassa dei rifiuti solidi urbani interni e le eventuali variazioni alle riduzioni e agevolazioni previste dagli Articoli 66 e 67
del D. L.vo 15/11/1993 n° 507, da applicare nell'anno successivo, tramite elementi di valutazione ed i costi di esercizio individuati all' Art. 61 del D. L.vo
15/11/1993 n° 507.
2. A tale proposito il Comune si avvarrà dei dati del conto consuntivo dell'esercizio precedente approvati al 30 giugno e delle previsioni di aumento
inserite nello schema di bilancio di previsione in corso di esercizio. I costi predetti sono quelli indicati all' Art. 61 ed all' Art.79 comma 5 del D. L.vo
15/11/1993 n° 507..
3. Ai fini della determinazione del costo di esercizio è dedotto dal costo complessivo dei servizi di nettezza urbana gestito in regime di privativa
comunale, un importo del ______ % a titolo di costo dello spazzamento dei rifiuti solidi urbani di cui all'Art. 2, comma 3, numero 3), del D.P.R.
10/09/1982 n° 915. L'eventuale eccedenza del gettito derivante dalla predetta deduzione è computata in diminuzione del tributo iscritto a ruolo per
l'anno successivo.
4. Successivamente alla determinazione dei costi generali, il Comune procederà alla determinazione dei medesimi per le singole categorie e
sottocategorie che compongono la tariffa in relazione alla quantità e qualità dei rifiuti prodotti in ciascuna di essa e alla incidenza dei costi delle varie
fasi di raccolta, trasporto e smaltimento per ogni categoria e sottocategoria.
5. In caso di mancata deliberazione entro il termine previsto al precedente comma 1., si intendono prorogate le tariffe approvate per l'anno in corso.

Articolo 22
Funzionario responsabile

1. Ai sensi dell'Art. 74 del D. L.vo 15/11/1993 n° 507 la Giunta comunale designa il funzionario, responsabile della tassa per lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani.
2. Al predetto funzionario sono attribuiti i poteri per l'esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale relativa alla tassa. Inoltre sottoscrive le
richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e dispone i rimborsi.

Articolo 23
Collegamenti ufficio tributi e uffici comunali

1. Gli uffici comunali comunicano mensilmente all' ufficio tributi le seguenti notizie:

a) Ufficio anagrafe: i nominativi degli immigrati, emigrati, la formazione di nuovi nuclei familiari;
b) Ufficio Edilizia pubblica: Elenco delle domande di certificati di abitabilita' o agibilità;
c) Ufficio attività produttive: Elenco delle imprese che hanno iniziato un'attivtà e/o per la quale abbiano ottenuto un'autorizzazione;

Articolo 24
Norme di rinvio

Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento, valgono le norme contenute nel D. L.vo 15/11/1993 n° 507 e successive modifiche
ed integrazioni e nel D.P.R. 10/09/1982 n° 915, le quali prevalgono comunque rispetto alle presenti disposizioni in caso di contrasto.

Articolo 25
Entrata in vigore

Il presente regolamento, una volta esecutivo ai sensi dell'Art. 46 della Legge 08/06/1990 n° 142, sarà pubblicato all'Albo pretorio per quindici giorni
consecutivi a tutti gli effetti di legge.