LAVORI IN CORSO AL MUSEO:
A causa dei lavori di riparazione dei danni e miglioramento sismico delle mura e castello, palazzo Clusini e museo Michelangiolesco assegnati con contratto rep. 937 del 8 febbraio 2008, che precludono parte dell’accesso ai visitatori,
viene modificato l’atto deliberativo G.C. n. 27 del 30.03.2007, con cui venivano stabilite le tariffe per l’ingresso al museo ed alla casa di Michelangelo, fino a conclusione dei lavori.
VEDI LA DELIBERA DI GIUNTA |
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ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO |
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ESTIVO |
1 GIUGNO -
30 SETTEMBRE |
(feriali)
10,00 - 19,00 |
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(prefestivi e festivi)
9,30 - 19,30 |
1 AGOSTO -
31 AGOSTO |
(tutti i giorni) 9,30
- 19,30 |
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INVERNALE |
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1 OTTOBRE
- 31 OTTOBRE |
(feriali)
10,30 - 17,30 |
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(prefestivi e festivi)
10,30 - 18,30 |
1 NOVEMBRE
-
31 MARZO |
(feriali)
11,00 - 17,00 |
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(prefestivi e festivi)
11,00 - 18,00 |
1 APRILE -
31 MAGGIO |
(feriali)
11,00 - 18,00 |
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(prefestivi e festivi)
11,00 - 19,00 |
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(chiuso - martedì)
(closed - tuesday) |
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BIGLIETTI (tariffe in vigore a seguito dei lavori di miglioramento
sismico) |
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| INTERO €. 2,00 |
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RIDOTTO €.
2,00 - per
comitive oltre le 15 unità |
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RIDOTTO €.
1,50 - per
ragazzi dai 7 ai 14 anni e gruppi di studenti in visita
di istruzione |
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INGRESSO GRATUITO -
per bambini fino ai 6 anni e per i residenti nel Comune
di Caprese Michelangelo |
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BIGLIETTI (tariffe non in vigore) |
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| INTERO €. 5,00 |
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RIDOTTO €. 3,00 - per
comitive oltre le 15 unità |
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RIDOTTO €. 2,00 - per
ragazzi dai 7 ai 14 anni e gruppi di studenti in visita
di istruzione |
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INGRESSO GRATUITO -
per bambini fino ai 6 anni e per i residenti nel Comune
di Caprese Michelangelo |
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Il Museo michelangiolesco ha sede presso la rocca di Caprese
Michelangelo; è costituito da tre edifici principali, il
Palazzo del Podestà, Palazzo Clusini e la Corte Alta, e da
un giardino con esposizione all'aperto.
Il nucleo originario del museo, fondato nel 1875, ruota intorno
al Palazzo del Podestà, edificio della prima metà
del Quattrocento, che fu residenza dei podestà fiorentini
che qui si avvicendarono con carica annuale. La comunità
di Caprese, assieme a quella di Chiusi della Verna, si sottomise
infatti alla Repubblica fiorentina a partire dal 1384. Tra questi
podestà vi fu proprio, nel 1474-1475, Ludovico di Leonardo
Buonarroti Simoni, padre di Michelangelo: un documento autografo
di Ludovico, rinvenuto nel 1875 presso l’Archivio della Casa Buonarroti
a Firenze, attesta la nascita del figlio Michelangelo Buonarroti
a Caprese il 6 marzo 1475 e ne testimonia il battesimo presso la
Chiesa di San Giovanni Battista. Il Palazzo del Podestà è
quindi considerata la casa natale del sommo artista.
Il museo col tempo si è ingrandito ed attualmente presenta
cinque nuclei tematici principali
- La
rocca di Caprese e la sua storia
- Michelangelo
Buonarroti
- Giovanni
Santini
- La
piccola scultura italiana del XIX secolo
- La
scultura del XX secolo
La rocca di Caprese e la sua storia
Le prime testimonianze della presenza della rocca sono riferibili
ai secoli centrali del medioevo. Già in un documento dell'VIII
secolo Caprese risulta essere tra le proprietà sottoposte
alla Famiglia dei Conti Guidi. Al millecento dovrebbe essere riferita
la torre quadrangolare tuttora visibile nel castello ed alcune strutture
murarie.
Tra
il 1323 ed il 1324 l'esercito di Arezzo, capeggiato da Pier Saccone,
fratello del vescovo Guido Tarlati, assediò la rocca. La
Corte Alta doveva aver raggiunto il suo assetto definitivo.
Ne rimangono alcuni ambienti, una parte del circuito murario con
porta, una cisterna ed una grande sala con volta a botte. A quest'ultima
è riferibile un frammento di affresco parietale a motivi
geometrici policromi e rosoni rinvenuto nel 1966 negli scavi della
grande sala ed attualmente collocato negli spazi espositivi. Alla
fine del 1324 la rocca capitolò; il vescovo di Arezzo ordinò
lo smantellamento del castello. L'assedio e la conquista della rocca
di Caprese sono raffigurati a bassorilievo in una delle formelle
del Cenotafio di Guido Tarlati presso la Cattedrale di Arezzo.
Nel 1384 la comunità di Caprese si sottomise ai Priori di
Firenze, e venne istituita una podesteria. Tra la fine del Trecento
e l'inizio del Quattrocento venne ampliato il circuito murario,
nel quale si aprì una nuova porta, e venne eretto il Palazzo
del Podestà.
Della seconda metà del Quattrocento è invece Palazzo
Clusini, che rappresenta un ampliamento degli ambienti riservati
al podestà ed alla comunità. Di esso attualmente è
originale il pian terreno e parte del primo piano. Con i restauri,
gli ambienti del piano terra sono risultati decorati con affreschi
a losanghe bianche e rosse contenenti fiori tetrapetali.
Nei secoli successivi la rocca di Caprese perse d'importanza. Nel
1667 una torre delle mura crollò, nel 1782 un forte terremoto
danneggiò murature e torri. Fino all'Ottocento, il primo
piano del Palazzo del Podestà è stato ininterrottamente
la residenza dei sindaci di Caprese. Il pian terreno, invece, era
sede dell'ufficio postale, mentre Palazzo Clusini era la residenza
del medico, l'ultimo dei quali, il dott. Clusini, ha dato il nome
all'edificio.
Nel 1875, con il rinvenimento dell'atto di nascita di Michelangelo
a Caprese, la rocca venne restaurata. Il Palazzo del Podestà
subì numerosi lavori e si creò il primo nucleo del
Museo michelangiolesco.
Nel 1910 venne addossata ai resti del bastione nord un'edicola
commemorativa in onore di Michelangelo Buonarroti.
Nel Novecento furono intrapresi interventi di restauro della Corte
Alta, datati 1964. I ruderi vennero inglobati in strutture moderne
e vennero creati nuovi ambienti espositivi.
Palazzo Clusini, già sede del Comune, recentissimamente
ha visto un intervento di risistemazione: accoglie, nel pian terreno,
la biglietteria ed il bookshop del museo, e, nei piani superiori,
la Biblioteca
Michelangiolesca.
Michelangelo Buonarroti
Il museo attualmente non conserva gli arredi originali della casa
natale. Il Palazzo del Podestà, infatti, è rimasto
ininterrottamente sede podestarile, ed in seguito residenza dei
sindaci, fino alla seconda metà dell'Ottocento.
Attualmente, gli ambienti residenziali del primo piano sono arredati
con mobilio rinascimentale non originario della casa. Le sale contengono
anche una serie di riproduzioni fotografiche degli affreschi fatti
eseguire tra il 1613 ed il 1620 nella Casa Buonarroti di Firenze
dal pronipote di Michelangelo, Michelangiolo il Giovane. Gli affreschi
rappresentano 23 scene della vita del sommo artista. Nelle sale
è musealizzato anche il trittico quattrocentesco Madonna
tra Santi di Giuliano Amidei, appartenente all'abbazia
di San Martino a Tifi.
Nel pian terreno del Palazzo del Podestà è stato
allestito un impianto multimediale per la proiezione di un documentario
sulla vita di Michelangelo. Due bacheche contengono copie fotostatiche
di alcuni documenti inerenti Michelangelo, tra cui l'atto di nascita,
ed alcuni volumi di pregio dell'Archivio Storico Comunale. Qui è
custodita anche una copia in bronzo del busto di Daniele da Volterra
rappresentante Michelangelo e custodito al Bargello di Firenze.
Lungo le pareti sono allineate alcune riproduzioni fotografiche
delle opere di Michelangelo e numerosi calchi in gesso ottocenteschi
delle sculture del sommo artista.
Tale
collezione di calchi continua anche presso la grande sala della
Corte Alta, dove sono custodite le copie delle grandi statue.
Al pian terreno di palazzo Clusini sono invece esposte alcune stampe
ottocentesche rappresentanti le scene della Cappella Sistina.
A Michelangelo bambino è stata dedicata nel 1910 un'edicola
esterna, opera dell'artista Arnaldo Zocchi.
Giovanni Santini
Il museo ospita un piccolo spazio espositivo dedicato all’astronomo
Giovanni Santini, vissuto a cavallo tra il settecento e l’ottocento,
e nato a Caprese, nella frazione Le Bozie. Si tratta di un breve
itinerario didattico allestito presso la Corte Alta.
La piccola scultura italiana del XIX secolo
Dal
2006, il museo si è arricchito di una collezione di piccola
scultura italiana, donata, unicamente con il fondo presente
nella Biblioteca Michelangiolesca, dal prof. Enrico Guidoni.
La collezione comprende opere di medio e piccolo formato in diversi
materiali (bronzo, marmo, gesso, cera, terracotta) ed alcuni disegni
di scultori italiani dell'Ottocento e dei primi del Novecento.
La collezione è esposta nella sala principale e in due salette
secondarie della Corte Alta.
Nella Sala I sono custodite opere di artisti napoletani, tra i
quali possiamo ricordare Vincenzo Gemito e Francesco De
Matteis.
La Sala II contiene opere di molti artisti dell’Ottocento, tra
i quali Adriano Cecioni, Bartolomeo Pinelli, Edoardo
Rubino, Leonardo Bistolfi, Ercole Rosa, e molti
altri.
Le vetrine centrali della Sala Principale contengono opere di dimensioni
maggiori di molti autori, tra cui si segnala Medardo Rosso,
Paolo Troubetzkoy, Antonio Canova, Umberto Boccioni.
La scultura del XX secolo
Il
museo custodisce numerose sculture di bronzo e legno di artisti
della seconda metà del novecento. La nascita di tale sezione
di scultura risale al 1969, quando, in vista dei festeggiamenti
per il V centenario della nascita di Michelangelo (1975),
molti artisti fecero dono al museo delle proprie opere.
L'esposizione è allestita in parte nel Giardino delle Sculture,
ed in parte nella Sala Principale degli ambienti della Corte Alta.
Tra gli autori si segnalano Emilio Greco, Pericle Fazzini,
Jorge Gonzales Camarena, Ferruccio Ferrazzi, Marcello
Tommasi, Cecco Bonanotte e molti altri.
I calchi in gesso delle sculture di Michelangelo
presenti nel museo
Battaglia dei Centauri (1491-1492)
Cupido
San Giovannino
Angelo Reggicandelabro
Madonna col Bambino, Bruges (1499)
Testa colossale del David (1501)
Tondo Taddei (1502 circa) (2 copie)
Tondo Pitti (1503)
Schiavo Ribelle (1513)
Schiavo Morente (1513)
Cristo Risorto (1518-1520)
David – Apollo (1525-1530 circa)
Schiavo Barbuto (1530-1534)
Bruto (1538)
Pietà Rondanini (1552-1564)
Gli artisti presenti nel museo
Giovanni Battista Amendola
Giuliano Amidei (o Amadei)
Tito Angelini
Piergiorgio Balocchi
Costantino Barbella
Ernesto Bazzaro
Giovanni Maria Benzoni
Raffaele Belliazzi
Renato Bertelli
Antonio Berti
Alfredo Biagini
Ernesto Biondi
Cesare Biscarra
Leonardo Bistolfi
Umberto Boccioni
Cecco Bonanotte
Renato Brozzi
Enrico Butti
Jorge Gonzales Camarena
Eduardo Cammilli
Tommaso Campaiola
Antonio Canova
Amleto Cataldi
Luigi Ceccon
Adriano Cecioni
Galileo Chini
Nicola D’Antino
Achille D’Orsi
Giovanni De Martino
Francesco De Matteis
Salvatore De Simone
Mauro Discovolo
Alceo Dossena
Giovanni Dupré
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Georg Ehrlich
Pericle Fazzini
Ettore Ferrari
Ferruccio Ferrazzi
Carlo Fontana
Giuseppe Franzese
Ernesto Galeffi (Chiò)
Giulio Galgani
Vincenzo Gemito
Amedeo Gennarelli
Ivo Giubbilei
Giuseppe Grandi
Giuseppe Graziosi
Emilio Greco
Bruno Innocenti
Ken Johnson
Carlo Lorenzetti
Ermenegildo Luppi
Luigi Maioli
Pompeo Marchesi
Quinto Martini
Francesco Paolo Michetti
Guglielmo Michieli
Giulio Monteverde
Mario Negri
Giovanni Nicolini
Raffaello Pagliaccetti
Enrico Pancera
Federico Papi
Gaetano Parente
Eugenio Pellini
Bartolomeo Pinelli
Giovanni Prini
Enrico Quattrini
Oreste Quattrini
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Giuseppe Renda
Eleuterio Riccardi
Giuseppe Romagnoli
Raffaello Romanelli
Ercole Rosa
Stefano Roselli
Medardo Rosso
Edoardo Rubino
Emilio Santarelli
Silvio Sbricoli
Enzo Scatragli
Turillo Sindoni
Alberto Sparapani
Vittorio Tavernari
Giovanni Battista Tedeschi
Giovanni Tizzano
Marcello Tommasi
Romeo Attilio Torresini
Francesco Maria Trombini
Paolo Troubetzkoy
Antonio Ugo
Angiolo Vannetti
Ferruccio Vecchi
Michele Vedani
Vincenzo Vela
Josep Viladomat
Iorio Vivarelli
Ettore Ximenes
Arnaldo Zocchi
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